I mostri
Un catalogo su mappa
Un luogo oscuro, misterioso, minaccioso. Dove un’eccentricità bestiale, di spiriti maligni non ancora sconfitti dall’umanità, accompagnava come un’ombra le attività di un’esistenza dura e tenace. Era questo il Nord Europa che per primo lo svedese Olof Månsson mise su carta nel 1539.
Di famiglia insigne, inviato diplomatico del re Gustavo (perciò conosceva la geografia), il fratello arcivescovo a Uppsala, dovette lasciare la Svezia quando il Paese si convertì alla Riforma di Lutero.
Così fuggì a Roma, il nome latinizzato in Olaus Magnus, a lavorare per il papa, a redigere rapporti dal Concilio di Trento. Nei ritagli di tempo stese la mappa, per cui gli ci vollero dodici anni. E rimase a vivere fino alla morte nel monastero di Santa Brigida, cioè quel bellissimo palazzo di Piazza Farnese con una chiesa incastonata nel mezzo.
La mappa, larga due metri quadrati (consultabile qui in una versione riadattata), fu impressa a Venezia, capitale della cartografia e della stampa dell’epoca. Piaceva tanto a papa Paolo III che impedì che si facessero più di dieci copie, e così dopo qualche decennio se ne persero le tracce. Si pensò che non fosse mai esistita, finché nel 1886 se ne ritrovò un esemplare dietro uno scaffale di una biblioteca di Monaco di Baviera. E questa mo’ che è?, dissero in tedesco. Era lei. Se la trovate, tra gli altri 39 milioni di oggetti, è ancora lì. Capolavoro grafico di incredibile dettaglio e illustrazione, è un atlante di usi e costumi nordici - titolo ufficiale: Descriptio terrarum septemtrionalium et mirabilium rerum in eis contentarum - incluse le superstizioni.
Perciò abbondano i mostri marini: tipici delle carte nautiche dell’epoca, erano usati per decorare i vuoti oceanici. Qui, invece, sono catalogati e raccontati: “mostropedia” di una cultura, volevano dire, non ancora del tutto purificata dal messaggio cristiano.
( la convivenza tutta nordica tra forze sovrannaturali e asprezze quotidiane, è ben raccontata in questo fantastico romanzo ambientato in Islanda )
Mostri che la gente credeva di vedere, ma invece non c’erano, insegnava Olof.








Sulle mappe di oggi, invece, succede il contrario. Le cronache ci dimostrano l’esistenza di tanti mostri attorno a noi - nei comportamenti individuali e in quelli collettivi, nelle decisioni degli stati e in quelle dei privati.
Ma noi, nelle nostre rappresentazioni della realtà, continuiamo a far finta che non ci siano. Lasciando che questi mostri vengano prodotti dal nostro sistema di valori e gerarchie, di distribuzione della ricchezza, di competizione, abuso e sfruttamento tra gli esseri umani.
Per poi sorprenderci quando ne veniamo assaliti e stritolati.
Ci sarebbe utile una bella mostropedia aggiornata. Beh, basta aprire un sito di notizie. Intanto però, dovremmo impegnarci, tutti insieme, a trovare l’antidoto alla dinamica mostruosa della nostra realtà. Per riportare i mostri nella dimensione della fantasia (dove ci stanno un sacco simpatici), della paura di qualche notte buia, di leggende remote.
Lontani dalla luce del giorno.




molto interessante!!