Il mistero
Aiutatemi...
…perché non riesco proprio a capire come mai gli Stati Uniti ce l’abbiano tanto con l’Europa. Li seguiamo ciecamente sulle guerre (non certo solo Gaza: nemmeno su Iran o Venezuela nessuno fiata) sui dazi, sull’energia e il clima, sul riarmo, sulla politica fiscale, sul tech e ora pure sull’immigrazione.
(( e lo neghiamo persino se qualcuno lo fa notare: ma questa è roba per montagne di libri di psicologia sociale. Trump ce l’avrebbe con l’Europa perché è troppo democratica, o addirittura perché è social-democratica. Ma se da trent’anni inseguiamo l’America su tutto! Se fossimo alternativi a Trump non produrremmo trumpini e trumpine in serie, e i partiti di destra radicale non sarebbero in testa ai sondaggi in Germania, Francia, Regno Unito, Italia… ))
I loro continui lamenti verso di noi, il desiderio aperto di distruggerci che esprimono (davanti al quale le nostre classi dirigenti tacciono, compresi quelli che si fanno chiamare “sovranisti”: ipotesi al riguardo? la sovranità su cosa esattamente la volete esercitare?), non hanno nulla di logico.
Li ha mollati l’Africa. Li ha mollati l’Asia - Putin in India è stato ricevuto, dieci giorni fa, come un principe, in teoria sarebbe un latitante internazionale, il mandato d’arresto CPI ce l’ha anche lui. E l’India era la cocca dell’Occidente… Li ha mollati quasi tutta l’America Latina. Gli restiamo solo noi.
E allora perché, Donald?
Un’ipotesi ancora razionale è che lo faccia per distrarre la sua stessa opinione pubblica dai disastri che l’attuale amministrazione sta provocando nel Paese, a cominciare proprio dagli elettori di Trump. A fare da collante ai MAGA, che stanno litigando persino su Israele, e tra le cui gambe stanno esplodendo i file di Epstein, non c’è rimasto molto altro. Un’altra bella culture war, e poco importa che la fedele Europa, appunto, non se la meriti.
Oppure, a livello più inconscio, per nascondere e scaricare su qualcun altro lo shock di aver perso il conflitto industriale-militare con la Russia, e quello produttivo-commerciale con la Cina.
Shock epocali, va riconosciuto: è la prima volta nell’intera storia degli Stati Uniti che arriva una sconfitta del genere, su un campo da gioco globale, contro due rivali strategici di taglia paragonabile, per di più considerati apertamente inferiori. Altro che Vietnam, altro che Iraq. Ammetterlo non è facile, sia a sé stessi che al resto del mondo... Anche se questo se ne è accorto, e ha già aperto i pop corn - altrimenti non vedremmo un manifesto simile:

Le conseguenze di tali eventi saranno vaste e profonde. Da buoni europei, come il Signor Malaussène, aiutiamo anche stavolta senza fiatare i nostri alleati, accettando il ruolo di capro espiatorio che hanno scelto per noi.



