In volo
Il viaggio e l'arte sono compagni suggestivi e seducenti di ogni percorso di scoperta.
Questo grande poster è stato prodotto dalla compagnia aerea scandinava SAS nel 1956. Nulla come il trasporto aereo di massa ha rimpicciolito tanto il mondo, mentalmente e fisicamente.
Il disegnatore norvegese Jørleif Uthaug (anche pittore e scultore, oltre che grafico pubblicitario) coglie qui in pieno lo spirito del suo tempo. E' l'alba del consumismo: l'acquisto di un semplice biglietto offre l'accesso a luoghi un tempo remoti e inaccessibili tanto quanto oggi lo sono le costellazioni. Anzi, sembra suggerire: presto toccherà anche alle stelle.
Il dettaglio del disegno svela un immaginario molto eurocentrico e coloniale - anche questo, tipico di un'epoca in cui svariati territori del mondo ancora appartenevano agli imperi del Vecchio continente.
Musica fascinosa. Cultura esotica. Architettura fantastica. Presentate su un piatto d’argento al fortunato viaggiatore, più o meno un maschio benestante nordeuropeo, dunque ancora un erede del Grand Tour più che un cittadino del mondo globalizzato. La "global airline" nel 1956 è infatti globale come destinazioni, ma non certo come clientela.
Questa contestualizzazione non ci impedisce di goderci la bellezza dei disegni e della mappa, che racchiude tutte le terre emerse su una sola faccia del pianeta, e le circonda delle relative immagini - come cartoline arrivate in anticipo.
Tutte le terre, tranne l'Oceania, che nonostante il trucco grafico dell'autore - cioè il restringimento dell'Atlantico in favore di un Pacifico gigante - non riesce a stare nel quadro :)
Il nostro approccio al viaggio è cambiato, nei decenni successivi. Basti pensare al significato che diamo alla parola turismo, ormai sempre accompagnata da una smorfia. Altro che Goethe steso all’ombra di un albero su un rudere a contemplare in solitudine la bellezza dell’Italia.
Eppure nessuna partenza avviene senza un'intima promessa di distacco e avventura, senza che attorno a noi brillino ancora un po' di quelle stelle.


