La coppia
Mamdani è la rockstar da tour mondiale. Ma il voto americano ha dato risultati altrettanto significativi, anche se meno evidenti, dietro le quinte del palcoscenico di New York. Cioè le vittorie in Virginia e New Jersey delle democratiche Abigail Spanberger e Mikie Sherrill. Se fossi Trump, non starei per niente tranquillo.
Intanto sono avvenute in due territori che a livello nazionale sono di contesa aperta. In Virginia l’anno scorso ha vinto Trump, ma dodici mesi dopo Spanberger segna +14 per i Dem. In New Jersey i democratici sono più radicati, ma Trump aveva chiuso quasi tutto lo svantaggio, e l’ultimo governatore Dem era passato solo di un soffio. Sherrill ha riallargato la forbice a 13 punti.
Entrambe mantengono un profilo misurato. La forma è lontana da Mamdani – che ha anche dovuto cercarla, l’appariscenza, per emergere. Un approccio che ha consentito alla prima di ottenere l’endorsement dell’associazione dei poliziotti della Virginia. Quanto alla seconda, ha definito il suo stile da “camminatrice di montagna”. Siamo ben lontani dalla “Delirious New York”.
Lontani per la forma, ma non per la sostanza. Entrambe hanno aderito alla parola d’ordine della campagna Mamdani: affordability. Potersi permettere una casa, una cura, di pagare le bollette, di mangiare. Una scuola e un lavoro dignitoso. Questo, mentre la Casa Bianca taglia l’assistenza sociale, dal cibo alle medicine. Contro Trump su tutta la linea: anche su aborto e immigrazione.
Qui c’è un nodo centrale. Nel grande disagio vissuto dagli Stati Uniti, una domanda di protezione e sicurezza è trasversalmente cresciuta in una società che si sente non libera, ma sola e vulnerabile. Lo stato deve dunque intervenire – di più. Trump declina questo bisogno in chiave poliziesco-militare, contro “nemici” interni ed esterni da usare come capri espiatori o vittime sacrificali. Qui invece si è aggiunto a “protezione” e “sicurezza” l’aggettivo “sociale”, invertendo il senso della risposta.
Ha funzionato. A certificarlo, non solo le vittorie in sé. Ma quanta gente è andata a votare: in New Jersey, mezzo milione di elettori Dem in più dall’ultima volta (da 1,3 a 1,8 milioni!). In Virginia, circa 350mila, ancor più decisivi dato che il governatore uscente era repubblicano. Oltre al grande aumento dell’affluenza a New York City, che ha permesso a Mamdami di farcela.
Vittoria, la sua, né larghissima (+9), né generalizzata. Ad esempio, nei quartieri a maggioranza bianca ha vinto Cuomo, in media con un distacco di 14 punti. Ma New York fa eccezione: i bianchi sono solo il 37% della popolazione. Virginia e New Jersey invece sono più vicini alla composizione etnica media degli USA: vincere bene lì significa avere una ricetta valida per cucinarsi l’intero Paese.
Tra gli ingredienti – penso – accanto all’efficacia della proposta politica, c’è anche la credibile solidità delle candidate (donne), in un periodo di ricerca (maschile) del disordine, del confronto muscolare, della legge della giungla – tra l’altro, senza saper affatto gestire il caos generato. Spanberger, ex dipendente CIA. Sherrill, ex pilota di elicotteri della Marina. La sicurezza, qui, è anche trasmessa dalla persona, come determinazione, affidabilità e pragmatismo. Votereste Kate Wyler di The Diplomat? Io sì!
Entrambe in politica da poco: gran vantaggio in epoca di disprezzo generalizzato per la politica. Entrambe elette alla Camera nel 2018 – entrambe in collegi difficili, strappati ai repubblicani contro le previsioni. Per sapere però se c’è un nuovo vento che soffia negli Stati Uniti, bisognerà attendere novembre 2026, quando si rinnova tutta la Camera e un terzo del Senato.
Intanto che aspettiamo, potete leggervi questo ;)






