La pena
attenzione: questo post viola la legge...
…la legge che le proposte Gasparri e Delrio vorrebbero in vigore, e che equipara la critica a Israele all’antisemitismo. Cogliamo l’attimo, prima che il parlamento italiano le approvi, per parlare di questo: quasi nessuno ha commentato l’aberrante provvedimento legislativo che è in discussione in Israele, e che introduce in pratica la pena di morte soltanto per i palestinesi.
La pena di morte in Israele esiste ma di fatto non è applicata (unica eccezione: Adolf Eichmann nel 1962). La legge passata in prima lettura alla Knesset ora vuole renderla obbligatoria per tutti quelli che sono condannati per aver deliberatamente o colposamente (per non aver agito per impedirlo) causato la morte di un cittadino israeliano - quando l’atto è compiuto “per razzismo, odio, o col proposito di danneggiare lo Stato di Israele e la rinascita del popolo ebraico nella sua patria”.
Dunque:
non solo la pena di morte è prevista, e obbligatoria, per casi molto vaghi - il che già sarebbe inaccettabile credo per gli standard non dico di un Paese democratico, ma semplicemente civile.
ma è anche a senso unico. Se uccidi un palestinese - eventualità in cui molti cittadini israeliani sfortunatamente incappano -, nulla. (una pacca sulla spalla?) Se uccidi un israeliano, sì. Neanche nel Sudafrica dei tempi andati.
La legge ha poi una seconda parte che interessa i tribunali militari, che dal 1967 hanno la possibilità di comminare pene di morte ai palestinesi nei territori occupati, ma non lo fanno sia per storica scelta politica dei governi, sia perché la decisione richiede l’unanimità di un collegio di tre giudici. Quell’unanimità non servirà più, né altri organi dell’esercito avranno la facoltà di commutare le pene capitali (come hanno fatto finora nei pochi casi in cui sono state comunque inflitte).
Finora questo passo epocale non si era compiuto per alcuni motivi principali:
1. Le forze di sicurezza e i servizi segreti e militari israeliani la sconsigliavano, perché inutile come deterrente e fonte di ulteriori duraturi conflitti.
2. I differenti governi hanno ritenuto che la posizione internazionale del Paese ne avrebbe sofferto.
3. La narrazione israeliana sostiene che Israele, stato pacifico, usa la violenza per “legittima difesa”: principio che non si accorda proprio benissimo con l’idea di impiegare i tribunali per mandare a morte persone su base discriminatoria.
4. I terroristi, che gli sponsor della legge additano come coloro che saranno “puniti” con la pena di morte, spesso invece già muoiono negli attentati che compiono. Solo molto raramente arrivano a processo. Dunque, che ci sia la pena di morte o meno, gli cambia poco.
5. Lo stato di Israele ha già una lista di indesiderati a vario titolo che colpisce, senza prendersi il disturbo di passare per le aule dei tribunali, coi suoi assassinii mirati ed extragiudiziari compiuti nei territori occupati e all’estero. Cioè commina già centinaia di pene di morte a discrezione.
La relatrice della legge è Limor Son Har-Melech, donna esponente del partito ultra-nazionalista del ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir, con il pieno consenso di Benjamin Netanyahu. Un testo molto simile era stato già presentato all’inizio del 2023 - prima, insomma, del 7 Ottobre.
La calendarizzazione attuale dipende dall’accordo di restituzione degli ostaggi con Hamas. Ora che l’organizzazione palestinese non ha più dei cittadini israeliani nelle sue mani, non si temono vendette o ritorsioni dirette per questo - cosa che, implicitamente, è una sanzione positiva ai metodi terroristi di Hamas. E’ come se il governo Netanyahu dicesse ai palestinesi: “vedete cosa vi facciamo, quando non avete nessun’arma per opporvi?”
Tra le forze di sicurezza, che in passato erano andate alla Knesset per esprimere il proprio disaccordo sulla legge, che toglie un ulteriore limite alla deregulation della violenza di stato, e agli abusi del potere esecutivo sugli ambiti della giustizia e dell’esercito, non c’è più il vecchio capo dello Shin Bet, di recente sostituito con il sostenitore della destra messianica David Zini. Mentre l’Avvocato generale militare è stato cacciato per aver diffuso materiale che documentava le torture nei confronti dei detenuti palestinesi nelle carceri israeliani.
Un’azione illegale probabilmente anche ai sensi dei ddl Gasparri e Delrio.
Non ci sono commenti da parte dell’amministrazione USA, vero garante politico di queste operazioni. D’altronde la “tregua” a Gaza è servita a questo: non avrebbe potuto continuare a sostenerle, se nella Striscia la carneficina non avesse rallentato. Negli Stati Uniti, in effetti, l’amministrazione procede sulla stessa linea razzista e discriminatoria del governo israeliano.
Quando il testo è stato approvato in prima lettura alla Knesset, Ben-Gvir ha distribuito dolcetti a tutti i presenti, per festeggiare. Ha poi proclamato trionfante: “il potere ebraico sta facendo la storia!”



