L'ultima
Su Gaza c'è un'ultima cosa che non mi torna.
(( Ora io penso che la parola genocidio sia storicamente, politicamente e psicologicamente troppo carica di significato. Seppur corretta per la maggior parte degli specialisti (inclusi gli israeliani) rispetto a quanto avvenuto e avviene nella Striscia, preferisco non usarla. Seppure ormai sdoganata persino in Israele! - complimenti, Netanyahu. I nudi fatti sono già chiari e abbondamentemente intollerabili senza che debba rincorrersi un'etichetta. Un'etichetta che nel nostro dibattito pubblico delirante finirebbe per diventare una bandiera e una banalizzazione ))
Questo per chi condanna la barbarica operazione militare israeliana.
Ma c'è qualcosa da dire anche a chi ancora la difende.
Ora che è caduta pure "vi spariamo addosso perché Hamas vi ruba il cibo", smascherata come un'ennesima, irridente bugia (lo ha fatto il New York Times, che per mesi l'ha sostenuta), chi lo fa utilizza un'altra argomentazione. La distruzione disseminata a Gaza sarebbe per loro paragonabile "ai bombardamenti a tappeto alleati sulle città tedesche e giapponesi" durante la II guerra mondiale. Cioè, sì una strage - ma all'interno di una guerra "giusta". In cui alla fine vince "il bene". S'impone una superiorità morale. Insomma un dettaglio, forse un po' triste, ma di cui presto non fregherà più nulla a nessuno. In sintesi: peccato, ma abbiamo comunque ragione noi - la superiorità morale degli Alleati contro i tedeschi è la stessa di Israele contro i palestinesi.
Perché non regge, neanche per un minuto, come paragone?
1. Perché quei bombardamenti furono episodici, nella 2GM. Certo, furono fatti con intenti terroristici, furono massicci e cruenti, ma non furono centrali nell'andamento della guerra. Gli aerei alleati, anche quando ripassavano più volte sulla stessa città, non avevano l'obiettivo di cancellare il territorio nemico nella sua interezza. La distruzione sistematica e totale della vita a Gaza invece è LA guerra, nel caso attuale.
2. Perché all'epoca la tecnologia non permetteva massima precisione. A volte era espressa volontà; ma a volte le migliaia di morti erano dovuti a imprecisioni incorreggibili o veri errori. Oggi invece Israele ci ha dimostrato mille volte di saper centrare al millimetro i suoi obiettivi, se vuole: In Siria, Iran, Iraq, Libano, Yemen, Cisgiordania. A Gaza non vuole. A Gaza l'obiettivo è tutto.
(fantastico: i tedeschi non ci credevano)
3. Perché nella 2GM le forze in campo militarmente, più o meno, si equivalevano. Chi bombardava a tappeto una città, poteva pensare che prima o poi sarebbe toccato alle proprie. Poteva aspettarsi una reazione di tipo simile. A Gaza non è così: la Striscia è stata rasa al suolo da una posizione di superiorità inattaccabile; la guerra potrebbe essere finita da tempo, ma la si prolunga per altri motivi. Perché c'è la certezza che nessuna reazione simile arriverà mai.
4. Le città tedesche o giapponesi (ma toccò anche a qualche italiana, come Napoli: 25mila vittime civili in nove mesi tra il '42 e il '43, capitolo totalmente cancellato della nostra storia, raccontato qui) non furono colpite per cacciarne via gli abitanti e impiantarci colonie. Gaza sì: il piano di pulizia e sostituzione etnica è rivendicato apertamente, mille volte ormai, dal governo del Paese che conduce l'operazione militare, e dall'alleato che gli fornisce armi e protezione.
(questo delirio da palazzinari come se in pratica stessero facendo un'operazione immobiliare andrebbe seriamente studiato)
5. Germania, Giappone e Italia erano entità politiche paragonabili a quelle che le combattevano. Per sistema politico-istituzionale, economia, diplomazia, proiezione internazionale. Non così la Striscia. Già prima del 7 Ottobre era una gabbia da cui era proibito uscire, e che l'ONU aveva già definito "inadatta alla vita". Prima della guerra. Oggi, un mucchio di rovine senza legge né riparo. Non mi stupisce che i soldati israeliani che ci entrano perdano anche mentalmente ogni freno (così come i loro governanti).
Questa assurda similitudine, smascherabile così, in cinque minuti e in cinque mosse, come sulla Settimana Enigmistica, consente a chi lo usa una nobilitazione del tutto abusiva dell'orrore in corso. Come è possibile che la mantengano? Forse non tutti sanno che... la mente umana è capace di tutto, conscia o inconscia che sia, per conservare la conformità della persona con un certo gruppo di riferimento. Il partito che governa l'Italia di fronte a tutto questo si sta occupando... dell'antisemitismo di Francesca Albanese.
Ma noi li vediamo bene.
L'unico accostamento possibile, per me, incluso per la dimensione di manicheismo assolutista religioso che l'accompagna, resta quello con gli eventi peggiori della colonizzazione europea.
|| "A questo mondo il diritto del più forte è sempre prevalso. E così accadrà anche qui: abbiamo proposto a questo Paese - che è nostro - di mettere ordine. Hanno risposto colpendoci e attaccandoci. Siamo stati troppo indulgenti, adesso basta. Se oppongono resistenza, tanto meglio: vuol dire che faremo più posto per i nostri. Una simile massa di individui ha forse il diritto di vivere, quando priva una giovane e operosa nazione delle sue necessità vitali?"
|| "Questa gente è pigra e inaffidabile, e si sottrae al lavoro alla prima occasione. Non riesce a capire pienamente i vantaggi che può avere dalla nostra opera di civilizzazione. Saremo costretti a uccidere l'intera popolazione prima che arrivi a comprendere che siamo più forti."
|| "Abbiamo ottenuto questo Paese con un trattato internazionale. Chi ci abita deve adeguarsi. E se si rifiuta, andremo per le spicce."
|| "Gli abbiamo offerto l'alternativa tra la resa incondizionata e lo sterminio. Continuano a rivoltarsi? Vedremo quanti resisteranno ai gas asfissianti".
Queste sono testimonianze di funzionari e ufficiali italiani in Cirenaica nel 1930, raccolte dallo scrittore danese Knud Holmboe. Convertito all'Islam, decise di percorrere tutto il Nordafrica, da Marrakesh al Cairo, però vestito da "local" e passando attraverso i territori interni. Perché conosceva il Corano e l'arabo, entrò in contatto con la resistenza libica (sanguinaria e feroce: ma chi difendeva casa sua e chi no?) all'invasione coloniale italiana. Invasione invece del tutto legittima, appunto, e con qualunque mezzo, e saranno usati, agli occhi degli italiani: con argomentazioni genocidarie che ci suonano terribilmente familiari. Un reportage straordinario, nel libro "Incontro nel deserto".
Anche queste storie le abbiamo cancellate, la verità ti fa male lo so. Ma come membri della civiltà umana abbiamo l'obbligo di mantenere la lucidità per poterci giudicare. Senza assoluzioni di comodo.


