Negativo
Sinceramente, non credo affatto ai rimproveri che Trump starebbe facendo a Netanyahu. Il primo si impegnerebbe per la pace, il secondo non ci crederebbe troppo.
Sono passati due anni dal 7 Ottobre. Due cose dovrebbero essere diventate chiare a tutti:
1. Degli ostaggi non interessa nulla al governo israeliano, altrimenti la tregua ci sarebbe già stata da mesi e mesi - Hamas ha già accettato mi pare fin dal 2024 il principio di scambio ostaggi vs ritiro dell’IDF da Gaza. L’hanno capito benissimo gli israeliani che manifestano in massa da tempo proprio affinché anche il loro governo accetti questo principio. Ma non lo fa. Perché l’occupazione di Gaza - con l’obiettivo di cacciarne gli attuali abitanti per sempre - è più importante della liberazione degli ostaggi. Anzi, finché Hamas ha gli ostaggi c’è una giustificazione in più per stare nella Striscia.
2. Netanyahu vuole la guerra. L’abbiamo visto in tutte le salse. Ha attaccato Siria, Libano, Iraq, Iran, Qatar, Yemen - sta spostando le pratiche genocidarie in Cisgiordania, oltre ad aver raso al suolo Gaza - why are you so f***ing negative, Bibi? Perché senza guerra il suo governo di suprematisti colonialisti guerrafondai cade. Attenzione: Netanyahu non è alleato di suprematisti, colonialisti, guerrafondai, come qualcuno specifica, come a dire “eh, è la politica, che ci vuoi fare” - No: è LUI il primo suprematista, colonialista, guerrafondaio. Ciò che sta accadendo, lui l’ha sempre voluto.
Allora se dopo due anni abbiamo tutti capito questo, possibile che solo alla Casa Bianca no? Possibile che il Presidente che dice “chi non la pensa come me è mio nemico”, “lo odio”, che apre il “ministero della Guerra”, che manda l’esercito nelle città amministrate dall’opposizione, cerchi un pacifico buon senso nel capo di governo israeliano? Ovviamente no. Ma neanche per un secondo.
Trump ha semplicemente deciso di giocare al poliziotto buono e al poliziotto cattivo. Ha sostenuto le guerre, la pulizia etnica e la colonizzazione israeliana in tutti i modi possibili - a parte le armi, con la diplomazia, e non ultimo accettando che decine di migliaia di cittadini americani siano tra i coloni e nell’IDF. Ma ora che nel mondo il dissenso è diventato palpabile, e Israele sta cominciando a rischiare un isolamento che tocca alcuni fondamentali interessi economici, a cui molte grandi aziende americane sono legate a doppio filo, conviene smarcarsi.
Probabilmente sono proprio quelle aziende a chiedere questa svolta narrativa - e se dovesse uscirne davvero una tregua, sarà una vittoria di chi si è fatto sentire nelle piazze. Oltre a qualcuno che ha letto i sondaggi: perché negli Stati Uniti, ormai, la maggioranza relativa anche degli elettori Repubblicani ritiene che “Israele abbia esagerato”. Non c’è la pace perché Netanyahu è un po’ troppo negativo ragazzi, ma io ci sto provando, non mi vedete?? Ogni giorno faccio post pieni di maiuscole e di esclamativi... Come dite? Mentre parliamo di “pace” continuano a morire decine di persone al giorno nella Striscia per mano dell’IDF? Dai, non siate negativi. Saranno inciampati. Ho detto a Rubio di dire a Ben Givr di ricordare a Bibi che abbiamo cominciato i negoziati.
La pressione sarà sufficiente? Finora, in tutti i casi, il primo ministro israeliano ha provato ad allungarli artificialmente, a farli saltare inserendo nuove condizioni, a incolpare Hamas dello stallo perché non rispetta tutti i dettagli degli accordi, e così ad avere “motivo” per uscirne. E’ lo schema che ha ripetuto per tutta la durata delle operazioni militari contro Gaza: il cui obiettivo, ripetiamolo, è che i palestinesi se ne vadano da lì. E’ questo che il governo israeliano chiama “pace”.


